|
Nata cornuta
Secondo me cornuti si nasce, raramente lo si diventa. Io sono nata cornuta. Sono stata abbandonata,
e quindi tradita, dai miei veri genitori quando sono nata. Sono stata tradita da compagne e
compagni di scuola, da amiche e amici, da fidanzatini e da fidanzatoni. Poi mi sono sposata con un uomo
che sulla carta sembrava essere lontano anni luce dal concetto del tradimento. Fino a quando ho scoperto
che mi tradiva anche lui. Evidentemente devo aver scritto sulla fronte: "ficcatemelo in quel posto"
(scusa la franchezza del linguaggio).
Quando ho scoperto che anche un invertebrato come mo marito si permetteva il lusso di tradirmi,
mi sono fermata un attimo a riflettere. Mi sono seduta e con calma mi sono detta: "cara, qui c'è qualche
cosa di sbagliato in te. Non è possibile che anche l'ultimo degli inetti si approfitti della tua buona fede
e ti tradisca così!". Riflettendo seriamente sulla cosa arrivai alla conclusione che tutti i miei
problemi derivavano dall'essere troppo buona, troppo ingenua, troppo fiduciosa nel prossimo. In una parola:
ero tropo cogliona.
Da allora decisi di cambiare atteggiamento e stile di vita, dovevo giocare all'attacco senza aspettare
che gli altri prendessero il sopravvento su di me. Cominciai ad alzare il
capo e a guardarmi attorno.
Mi accorsi di essere considerata una donna piacevole e attraente, soprattutto se vestita e truccata
in un certo modo. Mi accorsi di avere intorno a me tanti ammiratori e potenziali amanti. Decisi di
farmi un amante. Scelsi quello dal quale potevo succhiare di più, dando di meno. La scelta fu azzeccatissima
e il nuovo rapporto cominciò subito a darmi enormi soddisfazioni. Le cose attorno a me cambiarono velocemente,
evidentemente perchè io ero cambiata. Forze c'era una nuova luce nei miei occhi, un nuovo modo di pormi,
di interagire con gli altri. Divenni una donna corteggiatissima. Mio marito, l'invertebrato, smise di tradirmi
e ricominciò a corteggiarmi. Si era accorto del mio cambiamento e le corna che aveva, ma che non sapeva di
avere, gli avevano provocato nuove stimolazioni nei miei confronti.
A questo punto, ho cominciato a divertirmi io. Lo trattavo male, facevi i capricci, lo tradivo a tutto spiano,
non gliela davo più. Lui, per tutta risposta, si metteva sempre di più ai miei piedi,
da autentico e perfetto coglione. Strisciando.
Una considerazione finale devo proprio farla: ma è possibile che una persona buona di animo si debba
per forza di cose scafare in questo modo per non subire il male degli altri?
Perché se tratti bene le persone,
queste ti tradiscono, e se invece le tratti male ti giurano fedeltà e ti rispettano?
Io ho dovuto combattere contro la mia natura di donna per riuscire a difendermi da un mondo di persone maligne
che altrimenti mi avrebbero sopraffatto. Tutto ciò è ingiusto, illogico e innaturale. Ma a quanto pare
le cose in questo mondo girano proprio in questo modo.
|